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Caldera
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top
In mwcwvulcanologia la mwdacaldera (mwdqlatino mwdgcălĭdārĭus, caldo; mwdwspagnolo mweacaldera, caldaia) è un'ampia conca o mweqdepressione, spesso occupata da un lago e di forma circolare o ellittica, che si forma normalmente dopo lo sprofondamento della camera magmatica di un edificio vulcanico causato dal suo parziale svuotamento a seguito di un'imponente mwegeruzione.cite-ref-1[1]
La caldera si differenzia dalle cosiddette "caldere giganti", ovvero quelle 10-12 grandi caldere caratterizzate da un diametro anche di decine di chilometri ma che non sono associabili all'esplosione di precedenti edifici vulcanici; le "caldere giganti" vengono anche chiamate mwgasupervulcani e il modo in cui si sono create è oggetto di dibattito scientifico.
Contents
• Note
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Formazione
Una caldera si forma in seguito allo sprofondamento di parte di un mwjqedificio vulcanico all'interno della mwjgcamera magmatica una volta che questa si è svuotata del mwjwmagma interno. Ciò che fa collassare il vulcano è lo svuotamento della camera magmatica che, a causa della pressione diminuita dopo l'eruzione, non riesce più a sostenere l'intero edificio vulcanico. Nelle epoche successive, quando il vulcano rientra in attività, comincia a ricostruire l'edificio vulcanico all'interno della caldera. Spesso, data la loro geomorfologia concava, le caldere sono sede di laghi formatisi dall'accumulo di acqua piovana all'interno della caldera.
Il termine caldera viene spesso confuso con quello di mwkqcratere, che in senso stretto è la depressione circolare, con diametro di qualche centinaio di metri, al vertice di un mwkgcono vulcanico. Esistono anche rari casi di caldere di origine non vulcanica create solo da eventi erosivi. Di solito le caldere hanno un diametro di qualche km ma ne esistono alcune molto grandi, di origine ancora da approfondire, che arrivano ad avere diametri di decine di km (mwkwsupervulcani).
Esempi di caldere note sono quella del mwlqSomma-Vesuvio (Italia), dei mwlgCampi Flegrei (Italia), mwlwYellowstone (USA), dei vulcani mwmaPinatubo mwmqTaal (Filippine), del vulcano mwmgTambora (Indonesia), quelle sommerse dell'isola vulcanica di mwmwSantorini (Grecia) o del mwnaKrakatoa (Indonesia).
La maggior parte dei vulcani durante l'eruzione produce ceneri che si distribuiscono nelle loro vicinanze. Quando invece un'eruzione vulcanica forma una caldera, le conseguenze escono dall'ambito locale perché le quantità di polveri in gioco sono molto maggiori e la violenza dell'esplosione le può scagliare ad altezze tali da permettere loro di espandersi su vaste aree della Terra: la presenza di ceneri derivanti da questi collassi è infatti registrata persino nelle carote estratte dalle calotte glaciali e mostrano ripercussioni sul clima di tutta la Terra per alcuni anni dopo l'eruzione.
Certe volte all'interno delle caldere esplosive si può ricostruire l'edificio vulcanico prendendo il nome di vulcano a recinto. Un esempio ne è il mwnwVesuvio.
Classificazione
Le caldere possono essere classificate in:
• vulcaniche (a loro volta, "esplosive" o "non esplosive")
• non vulcaniche
Caldere vulcaniche
Una caldera vulcanica è una cavità, nel terreno o nel mare fatta di sabbia, più o meno circolare, la cui formazione è legata a mwpwfenomeni vulcanici:
• le "caldere non esplosive" sono quelle formatesi per collasso degli strati di mwqgroccia sovrastanti una mwqwcamera magmatica, in seguito allo svuotamento della stessa, spesso in seguito a un'mwraeruzione di notevole entità, come la caldera del mwrqKīlauea;
• le "caldere esplosive" si sono formate, come suggerisce il nome, per l'esplosione di una struttura vulcanica preesistente, come nel caso del mwrwKrakatoa, esploso nell'agosto del mwsa1883, o del mwsqKolumbo, presso mwsgSantorini, nel mwswXVII secolo a.C., oppure per "esplosioni idromagmatiche", scatenate dal contatto tra mwtamagma e acqua esterna; esempi di quest'ultima modalità sono i crateri dei mwtqColli Albani un tempo molto numerosi e oggi rappresentati dai laghi di mwtgAlbano e di mwtwNemi.
Caldere non vulcaniche
Sono strutture perfettamente simili, dal punto di vista morfologico, alle caldere vulcaniche, ma dovute a mwvgfenomeni erosivi, piuttosto che a mwvwfenomeni vulcanici. Sono molto rare. Un esempio, è la mwwaCaldera de Taburiente, situata all'interno del mwwqparco nazionale della Caldera de Taburiente, sull'isola di mwwgLa Palma.
Esempi di caldera
Sulla Terra e su altri pianeti
La più grande caldera al mondo è quella di mwxgYellowstone, nel mwxwWyoming.
Una delle più grandi si trova nelle mwyqFilippine, sull'isola di mwygLuzon, e prende il nome dal mwywvulcano Taal. Essa ha due aspetti interessanti e unici al mondo: la caldera ospita un vulcano, il Taal, che sorge come un'isola al centro di un piccolo lago e che a sua volta, nel cono del cratere, ospita un lago più piccolo dentro al quale si trova una piccolissima isola detta mwzaVulcan Point alta 2.000 m e non ancora del tutto formata.
La più grande caldera conosciuta si trova sul pianeta mwzgMarte, dove si è formata in seguito allo sprofondamento della sommità dell'mwzwOlympus Mons.
Nel Mediterraneo
Le caldere del mwagMediterraneo si sono formate in zona continentale assottigliata a causa dell'apertura del mwawmar Tirreno iniziata a partire dal mwbaMiocene medio (13-14 Ma) e alla conseguente attività vulcanica. Le maggiori caldere in Italia sono:
• mwbwCampi Flegrei (mwcaCampania)
• mwcgRoccamonfina (mwcwCampania)
• mweaMonte Somma (mweqCampania)
• mwewLago di Bolsena (mwfaLazio)
• mwfgLago di Vico (mwfwLazio)
• mwgqCaldara di Manziana (mwggLazio)
• mwhaLago di Bracciano (mwhqLazio)
• mwhwColli Albani (mwiaLazio)
Galleria d'immagini
Note
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni